Tumori e patologie del fegato, come stanno i pazienti operati? Lo studio per migliorare gli interventi
Nasce il progetto indipendente “Biliver”. Senza costi aggiuntivi e con sole risorse interne, l’Usl Toscana Centro avvia all’ospedale San Jacopo di Pistoia il monitoraggio dei percorsi chirurgici
Pistoia, 20 aprile 2026 – Un investimento concreto nella sanità pubblica e nella qualità delle cure: è questo il significato dell’avvio dello studio “Biliver”, il nuovo progetto clinico autorizzato per l’Ospedale San Jacopo. Un lavoro che punta a fotografare, con numeri e dati solidi, gli esiti degli interventi al fegato e alle vie biliari eseguiti negli ultimi anni e quelli che verranno effettuati in futuro. Lo studio, approvato formalmente dall’Azienda USL Toscana Centro, nasce all’interno della Chirurgia Epatobiliare del presidio pistoiese, diretta dalla dottoressa Rosita De Vincenti, responsabile anche della ricerca.
Monitoraggio e miglioramento degli interventi
Si tratta di un progetto “no profit”, indipendente, che non risponde a logiche commerciali ma esclusivamente all’interesse dei pazienti. L’obiettivo è chiaro: capire come stanno davvero i cittadini operati per patologie del fegato — tumori compresi — per migliorare interventi, percorsi e risultati. In una fase storica in cui la sanità pubblica viene spesso raccontata come un sistema in difficoltà, il San Jacopo sceglie invece la strada della ricerca e della trasparenza, mettendo in luce i propri dati e confrontandosi con le evidenze scientifiche. Per arrivare all’autorizzazione è stato seguito un percorso molto rigoroso: valutazione tecnico-organizzativa, parere del Comitato Etico Territoriale del 3 febbraio, verifica del rispetto della privacy con il nulla osta del 16 aprile.
L’obiettivo
Tutto per garantire una ricerca sicura, corretta e rispettosa dei diritti dei pazienti, anche di quelli non più rintracciabili. Il progetto prevede l’analisi di centinaia di casi trattati negli ultimi anni e il monitoraggio dei nuovi pazienti che verranno operati. A lavorare alla raccolta e all’elaborazione dei dati saranno medici, specializzandi e personale appositamente incaricato, con attività svolte interamente in orario istituzionale. Nessun costo aggiuntivo, nessun finanziamento esterno: solo competenze interne e risorse della struttura pubblica. Grazie allo studio “Biliver”, il San Jacopo potrà costruire un quadro dettagliato sugli esiti delle chirurgie epatobiliari: tassi di complicanze, sopravvivenza, qualità della vita dopo l’intervento, efficacia dei diversi percorsi clinici. Informazioni fondamentali per misurare la qualità delle cure e programmare in maniera più precisa i servizi futuri.
Investimento per la ricerca
Per la sanità pubblica pistoiese è una scelta forte: investire nella ricerca significa investire direttamente nei cittadini, perché solo conoscendo i risultati reali dei trattamenti si possono migliorare le risposte del sistema sanitario. Il messaggio che arriva dal San Jacopo è chiaro: la ricerca non è un lusso, ma un tassello essenziale
per garantire cure sempre più efficaci, moderne e sicure. E Pistoia, con questo progetto, si mette in prima fila.
Fonte: lanazione.it























