Tumore del fegato, Humanitas al congresso mondiale
L'équipe guidata dal prof. Guido Torzilli premiata per la migliore presentazione orale
In occasione del 6° Congresso Internazionale "Hepatocellular Carcinoma: Eastern and Western Experiences", che si è tenuto a Seoul dal 7 al 9 dicembre e che ha visto la partecipazione di oltre 700 specialisti da 31 Paesi, l’équipe della sezione di Chirurgia Epatica di Humanitas ha vinto il premio per la migliore presentazione orale. Il contributo scelto è stato esposto dal dott. Matteo Davide Donadon. Il prossimo congresso internazionale sull’epatocarcinoma si terrà a Parigi nel 2010.
Il carcinoma del fegato è uno dei tumori maligni più diffusi con una prevalenza diversa a seconda delle aree geografiche: l’Asia è il continente con la maggiore incidenza in assoluto mentre l’Italia appare tra i paesi ad incidenza intermedia. Questa maggiore prevalenza Asiatica, la conseguente maggiore esperienza maturata dai clinici - chirurghi e non – orientali, e la necessità di uno stretto confronto con le loro esperienze da parte del mondo occidentale sono alla base dell’introduzione, 10 anni orsono di questo evento scientifico.
Un momento che, con cadenza biennale, vede i maggiori esperti coinvolti nello studio e cura di questo tumore impegnati a confrontarsi e di seguito a pubblicare su riviste scientifiche di prestigio, quali Liver Transplantation, Annals of Surgical Oncology e Hepatogastroenterology, l’esito del dibattito: quest’anno tutto ciò troverà spazio sulla rivista Journal of HepatoBilioPancreatic Surgery.
La disponibilità di nuovi farmaci per la terapia medica dei casi non trattabili in altro modo, i progressi delle tecniche interventistiche percutanee ed intravascolari, la ricerca e sviluppo di nuovi marcatori biologici di questo tipo di tumore in grado di selezionare i pazienti potenzialmente in grado di beneficiare maggiormente delle terapie più aggressive - quali trapianto di fegato e chirurgia resettiva - sono alcuni degli argomenti discussi quest’anno dal panel di esperti proveniente per l’occasione de ogni parte del mondo.
Nell’ambito di questo convegno, il prof. Guido Torzilli, responsabile della Sezione di Chirurgia Epatica nell’ambito dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale III di Humanitas diretta dal prof. Marco Montorsi ha presentato due relazioni rispettivamente sulle novità di tecnica chirurgica e sulla migliore strategia terapeutica da adottare in caso di epatocarcinoma, laddove sussista l’indicazione ad un trattamento locale sia esso chirurgico o ablativo percutaneo. Un indiretto riconoscimento, questo, degli importanti risultati dell’attività dell’intera Unità Operativa, che effettua interventi di chirurgia epatica con risultati, in termini di tollerabilità ed efficacia terapeutica, all’avanguardia tra i gruppi chirurgici che se ne occupano nel mondo.
A conferma di ciò, l’équipe che in Humanitas si occupa di chirurgia epatica e fa capo al prof. Torzilli ha presentato nel corso dell’appuntamento scientifico tutti e 4 i contributi proposti. "Questi riconoscimenti - spiega il prof. Torzilli - sono in linea con un’esperienza che di recente è stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Archives of Surgery e che per la prima volta mette in discussione l’atteggiamento di palliazione fino ad ora considerato come unica risorsa per i pazienti con epatocarcinoma avanzato. I risultati ottenuti su pazienti posto che avessero una riserva funzionale epatica ancora conservata documentano invece la possibilità di produrre significativi benefici in termini prognostici anche qualora vi sia malattia che invade le vene intraepatiche”. Questi risultati hanno dato impulso all’inizio di uno studio multicentrico internazionale, coordinato dal prof. Torzilli, a ulteriore verifica su larga scala e su base multi-istituzionale dell’efficacia della chirurgia in questo tipo di pazienti.
fonte: humanitasalute.it























