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Malattie autoimmuni

Scoperta proteina chiave per la crescita dei tumori

ROMA - E' una delle proteine alla base dei meccanismi della vita, ma gioca un ruolo chiave anche nella crescita dei tumori: senza di lei, infatti, la malattia non riesce a svilupparsi. Questa funzione chiave di eIF6 - così si chiama la molecola - è stata scoperta dai ricercatori del San Raffaele di Milano in uno studio pubblicato su Nature, che ne rivela anche un'altra caratteristica inaspettata: se se ne riduce la produzione, cala il grasso corporeo.

Lo studio è stato condotto su topi transgenici e in provetta e potrebbe aprire la strada a nuove ipotesi di cura per i tumori e contro l'obesità. "Diversi anni fa avevamo scoperto questa proteina, importante per la costruzione delle macchine che sintetizzano le proteine, i ribosomi. Non conoscevamo però la sua importanza negli organismi superiori" racconta il professor Stefano Biffi, coordinatore dello studio, responsabile del laboratorio di Istologia molecolare e crescita cellulare all'Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

Ora questo studio, in collaborazione con l'Università del Piemonte orientale Avogadro e la Northwestern University di Chicago, getta nuova luce su eIF6. Per crescere e quindi vivere, tutti gli organismi hanno bisogno di sintetizzare proteine. Questo processo avviene grazie a segnali esterni e mediatori specifici interni: uno di questi è, appunto, eIF6, presente in tutti gli esseri viventi, dai batteri all'uomo. In sostanza, se manca eIF6 gli organismi muoiono.

I ricercatori hanno osservato che eIF6 è indispensabile per la crescita dei tumori: dimezzandone la presenza nelle cellule, si è ridotta dell'80-90% la trasformazione delle cellule sane in tumorali. E parallelamente, gli animali con solo la metà di produzione di questa molecola sono risultati più magri e con un fegato più piccolo; un aspetto della ricerca ancora tutto da sviluppare, che potrebbe avere applicazioni significative anche per l'obesità.

I prossimi obiettivi saranno ora quelli di verificare se il blocco della trasformazione tumorale si ha non solo in provetta, ma anche negli organismi viventi. E poi capire se questa funzione può essere controllata con i farmaci e indicare ad una nuova terapia per combattere i tumori.

fonte: repubblica.it

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