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Malattie autoimmuni

Un nuovo antitumorale frutto delle nanotecnologie

La lodamina, inibitore dell'angiogenesi, blocca le metastasi

Un nuovo farmaco antitumorale è stato messo a punto grazie all'abbinamento di nanotecnologie e di un fungo che ha contaminato per caso un esperimento in laboratorio. La molecola, battezzata lodamina, potrebbe essere efficace contro una vasta gamma di tumori e in grado di bloccare le metastasi, secondo i ricercatori dell'ospedale pediatrico di Boston e della facolta' di medicina di Harvard, che hanno pubblicato i risultati su 'Nature Biotechnology'. Il farmaco rappresenta anche uno degli ultimi studi condotti dallo scienziato Judah Folkman, morto in gennaio, pioniere della strategia terapeutica anti-angiogenesi che consiste nel l'apporto di sangue al tumore per affamarlo e bloccarne la crescita. La lodamina e' infatti un inibitore dell'angiogenesi, sviluppata in pillole e senza particolari effetti collaterali. La produzione e' stata affidata alla SynDevRx, un'azienda biotech di Cambrdige. I test condotti sui topi ne hanno mostrato l'efficacia contro diverse neoplasie, dal cancro al seno al neuroblastoma, dal tumore della prostata e dell'ovaio a quelli del cervello come i glioblastomi. "Somministrata per via orale - spiega Ofra Benny, del Children's Hospital di Boston - la molecola raggiunge il fegato, dove si e' dimostrata efficace nel prevenire lo sviluppo di metastasi nei topi". Le metastasi epatiche, prosegue, "sono molto comuni a diversi tipi di tumori e spesso associate a una prognosi infausta e bassi tassi di sopravvivenza".

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