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Metastasi epatiche da ca colorettale, meglio neoadiuvare

Nel trattamento delle metastasi epatiche colorettali resecabili l'aggiunta della chemioterapia neoadiuvante alla sola chemioterapia postoperatoria potrebbe essere favorevole dal punto di vista del rapporto costo/efficacia in quanto permetterebbe di evitare la resezione del fegato nei pazienti che non rispondono all'approccio neoadiuvante.

In ogni caso l'aspettativa di vita ottenuta impiegando le due diverse strategie terapeutiche è molto simile. È la conclusione di una ricerca - condotta da Giorgio Ercolani, dell'unità di Trapianto di fegato e multiorgano dell'università di Bologna, e colleghi del medesimo ateneo - secondo cui i valori di aspettativa di vita osservati ricorrendo alla chemioterapia perioperatoria sono di 54,56 mesi contro i 52,56 mesi con l'uso della sola chemioterapia postoperatoria, mentre i mesi di vita aggiustati per la qualità (Qalm) passano, rispettivamente, da 39,33 a 37,84. La chemioterapia perioperatoria, inoltre, determina un aumento dei costi totali ma, considerando la sopravvivenza attesa a 3 anni libera da recidive e il costo della resezione epatica, l'approccio perioperatorio appare più favorevole sotto il profilo costo/efficacia rispetto a quello solo postoperatorio, anche se le differenze in media del rapporto costo/efficacia risultano piccole.

Il rapporto incrementale costo/efficacia, infine, mostra una relazione inversa con il costo della resezione epatica perchè quanto maggiore è il costo di quest'ultima, tanto maggiore è il risparmio dovuto ai pazienti che diventano inoperabili durante la terapia neoadiuvante.

Fonte: doctornews.it

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