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Malattie autoimmuni

Lazio – Anzio L’ambulatorio di epatologia, fiore all’occhiello del “Riuniti”

Ad Anzio oggi l’epatite C può essere combattuta in tempi rapidi e senza lun­gaggini burocratiche sanitarie grazie all’ambulatorio aperto il lunedì pome­riggio al “Riuniti” e dove tutti coloro che scoprono di essere affetti da questa malattia subdola e silenziosa possono rivolgersi in modo diretto senza alcun appuntamento.

Un importante punto di riferimento nato circa due anni fa grazie all’intuito della dottoressa Stefania Casaldi pri­mario del reparto di medicina del­l’ospedale anziate che ha sentito l’esi­genza di offrire un servizio che servisse a curare in modo diretto e rapido pa­tologie del fegato, in quel momento le­gate agli utenti del Sert e dei detenuti del carcere di Velletri.

Un programma avviato con fatica e che sono riuscita a far accettare alla dirigenza provandone la necessità e che oggi risulta fondamentale soprat­tutto per il forte aumento di malattie che coinvolgono il fegato e metaboli­che – aggiunge la dottoressa Casaldi – per il tenore di vita tenuto dai giovani e dai giovanissimi”.

Un modello importante per la Asl Ro­ma6, un fiore all’occhiello della sanità locale portato avanti dalla passione per il proprio lavoro, quasi una missione, della primaria che sottolinea l’entusia­smo della sua intera equipe. “Un team di professionisti sempre disponibili e pronti a seguirmi”. Come la dottoressa Lucia Spilabotti responsabile del ser­vizio di epatologia, specialista in ga­stroenterologia, e che da 20 anni si oc­cupa di malattie legate al fegato. E’ lei la responsabile degli ambulatori che si trovano all’ospedale di Marino e in quello di Anzio.

Ed è a lei che chiediamo di più così che, chi ci legge possa capire l’impor­tanza della prevenzione e cura di uno dei più importanti organi del nostro corpo oggi sempre più compromesso.

Dottoressa che tipo di patologie epatiche segue oltre alle epatiti vi­rali?

Mi occupo di epatiti a genesi metabo­lica (masld, mash), autoimmune (co­langite biliare, colangite sclerosante primitiva), emocromatosi, da abuso di farmaci ed alcool, cirrosi epatiche di varia origine.

Tornando all'ambulatorio di epato­logia di Anzio, dove è situato? E’ aperto a tutti, come si fa per pren­dere appuntamento?

L’ambulatorio si trova nella palazzina Faina al 2° piano. Le prime visite si prenotano al Cup, tranne per i pazienti Hcv positivi che hanno la possibilità di accesso diretto il lunedì pomeriggio dalle 17 alle 18. Ovviamente non mi occupo di pazienti pediatrici.

Nel vostro Ambulatorio viene pre­scritta la terapia per curare l’Epatite C?

Prescriviamo terapie antivirali ad azio­ne diretta.

Oltre che per l’Epatite C, nel vostro ambulatorio seguite o inviate ad altri centri le persone con steatosi, cir­rosi, tumore del fegato, malattie au­toimmuni, altre epatiti (B, Delta)?

Seguiamo tutte le epatopatie e ci pre­occupiamo di effettuare l'invio di pa­zienti che necessitano di percorso tra­venzione delle malattie epatiche sul territorio?

Nell’ambulatorio di Anzio vengono eseguite anche ecografie e il fibro­scan? (esame non invasivo che uti­lizza ultrasuoni per misurare la rigi­dità e l’accumulo di grassi nel fegato. Simile ad un ecografo che valuta lo stato di salute del fegato).

Il nostro ospedale ha da poco acquisito questo strumento che viene usato per i nostri pazienti dell'ambulatorio.

Secondo lei sarebbe utile una mag­giore azione di informazione e pre­venzione delle malattie epatiche sul territorio?

E’ necessaria un’informazione mirata soprattutto su screening e trattamento dell'epatite C.

A tal proposito, sempre dalla dottoressa Casaldi anni fa, la proposta di incon­trare i medici di base del territorio. “Un convegno al quale parteciparono tutti – ci dice soddisfatta – in quell’occasio­ne sottolineammo l’importanza del lo­ro contributo sui pazienti affetti da epatite C e dalle altre malattie autoim­muni e del fegato. Probabilmente do­vremmo rinnovare l’invito con altri ap­puntamenti dedicati”. pianti, chirurgia epatica avanzata. ef­fettuiamo biopsie epatiche con l'ausilio della nostra radiologia interventistica dell'odc.

Situato al 2° piano del padiglio­ne Faina. Punto di riferimento per le malattie del fegato; un filo diretto per i positivi all’epa­tite C che possono andare an­che senza appuntamento

La condivisione salva vite

Condivisione e collaborazione. Si fonda su queste fondamen­ta l’ambulatorio epatologico di Anzio gestito dalla dottoressa, Lucia Spiabotti che ha trovato nel primario di medicina Ste­fania Casaldi una forte soste­nitrice. Con loro una squadra instancaile, ben preparata e disponibile. Ed è proprio que­sta sinergia che ha permesso a molti pazienti di curarsi e guarire. Ed è così che una gio­vanissima donna, presa in ca­rico da un altro ospedale, sen­za nessuna diagnosi è riuscita a tornare alla vita di tutti i gior­ni senza più sintomi. La malat­tia diagnosticata in ambulato­rio da questa equipe “testar­da” che ha curato e salvato. Forte la comunicazione tra sa­nitari, reparti e nosocomi, con l’ambulatorio che funge da “in­termediario” con poche risor­se a disposizione ma con me­dici che non si arrendono de­siderando ogni giorno di sal­vare più vite possibili.

Il bilancio dell’Epac, la più grande  associazione di pazienti malati di fegato

A parlarne anche Francesco Silvia, re­sidente ad Anzio e referente della re­gione Lazio per l’associazione EpaC -ETS, la più grande associazione pazien­ti che si occupa di malattie fegato cor­relate.

“Sono felice che nella mia città sia attivo con successo un percorso rapido per la cura dell’Epatite C che, ricordo, l’Organizzazione mondiale della sanità ha fissato tra gli obiettivi di eliminazione entro l’anno 2030 e che l’Italia ha adottato anche attraver­so un programma nazionale di scree­ning gratuito che sta interessando la popolazione generale tra il 1969 ed il 1989, le persone afferenti ai Serd e la popolazione carceraria entrambi senza limiti di età. Le epatiti virali, B – C – Delta, rap­presentano le epatopatie più diffuse al mondo e costituiscono ancora un serio problema di Sanità pubblica; l’individuazione precoce, le cure, rappresentano la possibilità di arginare l’evo­luzione verso stadi superiori come la cirrosi e l’epatocarcino­ma. Inoltre, l’utilizzo dell’elastografia transiente è certamente uno strumento di valido aiuto per meglio affrontare le nuove emergenze legate alle malattie metaboliche.

La Medicina con Epatologia su questo territorio del Litorale a sud di Roma e non solo, il lavoro ed il ruolo dei medici di fa­miglia, auspico con certezza che possano rappresentare un’al­leanza sia per aiutare le persone con malattie fegato correlate sia per mettere in atto le migliori strategie di prevenzione pro­prio contro queste malattie.

Nella foto: le dottoresse Spilabotti e Casaldi  con Francesco Silvia Associazione Epac-ETS

Fonte: ilgranchio.it


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