Laser e ultrasuoni per trattare i tumori epatici
Il sistema è meno invasivo e più preciso
'Echolaser' potrebbe essere impiegato con successo nel trattamento dei nuclei tiroidei, i tumori primari del fegato e di altre patologie oncologiche come il fibroma uterino.
Il nuovo sistema consiste nell'integrazione di laser ed ultrasuoni, per il trattamento mini-invasivo delle patologie in campo oncologico. Il sistema 'Echolaser' e' stato messo a punto da una societa' italiana la Esaote ed e' stato presentato a Roma in occasione del Congresso della Societa' Italiana di Radiologia Medica, in corso fino al 27 maggio. Per il trattamento dei noduli tiroidei, prevalentemente benigni, le indicazioni terapeutiche sono o chirurgiche o tramite laser. Considerate le caratteristiche di tali noduli, per dimensioni, impatto estetico, produzione di eccesso di ormone tiroideo (nodulo 'caldo' o 'tossico'), tendenza all'accrescimento, le indicazioni si orientano verso il trattamento laser.
Per quanto riguarda invece il trattamento laser delle patologie epatiche, le lesioni maligne del fegato, terza causa di morte per tumori, sono trattabili con tecniche termoablative sia nel caso di epatocarcinomi primari che di metastasi.
Il vantaggio del laser e' una migliore predicibilita' della dimensione e forma del volume trattato rendendo tale sorgente adatta a trattare volumi in immediata prossimita' di siti critici, come le strutture vascolari. Il laser e' meno invasivo per l'impiego di aghi di minore dimensione, offre maggiore precisione e ripetibilita' del volume trattato ed emissione di energie di un ordine di grandezza piu' basse.























