Aveva scoperto la malattia in stato avanzato il 5 luglio dell'anno scorso
Tar ordina rimborso farmaco bloccato da Aifa, ma paziente è già
morto
Malato di tumore al fegato, il signor Luca Guidi ha speso quasi 40 mila euro per il Nexavar. L'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia è arrivata il 22 maggio 2008, il giorno dopo il suo decesso
Roma, 24 giu. (Ign) - "Il Tar condanna l'ASL3 Provincia di Milano e/o le Amministrazioni resistenti a erogare gratuitamente al signor Guidi il farmaco Nexavar fino all'aggiornamento del prontuario farmaceutico da parte dell'AIFA". L'ordinanza cautelare del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia arriva il 22 maggio 2008, esattamente il giorno dopo la morte del signor Luca Guidi. Nei mesi precedenti aveva speso per acquistare il farmaco 3.800 euro al mese per un totale di quasi 40 mila euro.
Il cinquantacinquenne aveva scoperto di avere un tumore al fegato in stato avanzato il 5 luglio dell'anno scorso. La diagnosi dell'Istituto dei Tumori di Milano non dava speranze. Avrebbe avuto al massimo sei mesi di vita. Qualcosa in più con la somministrazione di un farmaco, il Nexavar, regolarmente usato in Italia solo per il tumore delle cellule renali e privo dell'autorizzazione dell'AIFA per l'epatocarcinoma. "Si tratta di un medicinale - spiega a IGN, testata on line del gruppo Adnkronos, l'avvocato Pietro Merlini, legale del signor Guidi - che viene rimborsato in Italia solo per il tumore al rene e non, come ordina l'Europa, anche per quello al fegato".
La procedura è ferma all'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dall'ottobre scorso in attesa che venga 'fissato il prezzo". Attesa durante la quale, scriveva il 15 marzo scorso l'ASL3 del distretto di Desio e di Monza in provincia di Milano, il farmaco non può essere rimborsato. Stessa risposta anche dalla Regione Lombardia che a IGN sottolinea che "il farmaco oggi non è prescrivibile a carico del SSN" e che bisogna aspettare che "l'AIFA vada a trattare con la ditta il prezzo del rimborso considerando anche i vincoli di spesa sulla farmaceutica ospedaliera".
Respinge ogni addebito anche l'allora ministro della Salute, Livia Turco: "Chiedete al direttore generale dell'AIFA, Nello Martini". Nel frattempo però Martini è stato sospeso dalla carica su richiesta del sostituto procuratore di Torino, Raffaele Guariniello, per disastro colposo nell'ambito di un'inchiesta su alcuni farmaci che sarebbero stati immessi in commercio, dopo controlli irregolari. Ieri è stato nominato Umberto Filibeck quale direttore generale pro tempore dell'Agenzia italiana del farmaco.
Per quanto riguarda la rimborsabilità del farmaco per il tumore al fegato, la Commissione Europea concedeva l'autorizzazione alla commercializzazione il 29 ottobre dell'anno scorso e lo inseriva nel registro europeo dei farmaci. Ma per essere rimborsato in Italia, l'AIFA deve fissare il prezzo e, a quasi otto mesi dal provvedimento europeo, ancora non è stato pubblicato dalla Gazzetta Ufficiale. Dall'AIFA rispondono che "la procedura relativa al medicinale oggetto della sua richiesta è già conclusa" e "le estensioni delle indicazioni terapeutiche sono già state inviate in Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione".























