Sito Epatite C
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Portale Epatite e malattie del fegato
Sito Tumori
Sito Trapianti
Nuovi Farmaci
Malattie autoimmuni

Colangiocarcinoma

E’ un  tumore che nasce dalle cellule delle vie biliari nel fegato, ossia i dotti che trasportano la bile prodotta dal fegato. E’ un tumore sicuramente più raro rispetto all’epatocarcinoma.
 
Sintomatologia

Il disturbo più frequente che può presentarsi è la comparsa dell’ittero, accompagnato da un colorito più scuro delle urine e talvolta più chiaro delle feci. Inoltre in alcuni pazienti può essere presente anche il prurito e disturbi come la stanchezza, la perdita di peso e la mancanza di appetito. In un terzo dei pazienti ci può essere un’infezione della bile (colangite) con dolore al fianco e febbre alta.

Diagnosi

Gli esami del sangue che si alterano in questi casi sono gli indici di colestasi (bilirubina, gamma-GT e fosfatasi alcalina). Meno frequente l’aumento delle transaminasi. Il marcatore tumorale che viene maggiormente utilizzato è il Ca 19-9. Gli esami del sangue possono offrire un aiuto, ma è fondamentale ottenere delle immagini del fegato con l’ecografia addominale che è il primo esame strumentale da effettuare ed eventualmente in una seconda fase la TAC e la Colangio-RMN che permettono una dettagliata valutazione delle vie biliari.
 
In base alla sede d’origine, i tumori della via biliare si dividono in:

a) tumori di Klatskin (nascono all'ilo del fegato, proprio all'uscita delle vie biliari dal fegato)
b) tumori intraepatici (nascono dalla via biliare all’interno del fegato);
c) tumori extraepatici (nascono dalla via biliare al di fuori del fegato).

In base alla sede di origine, la diagnosi può essere fatta in tempi diversi e questo può cambiare anche la prognosi.



In particolare le forme che originano all’interno del fegato, vengono diagnosticate in tempi più lunghi perché non danno disturbi specifici, ma stanchezza e malessere.

Mentre per i tumori extraepatici e i tumori di Klatskin, la diagnosi può essere effettuata prima perché si possono presentare dei disturbi più caratteristici come il prurito e l’ittero.

Terapia

Questi tumori danno metastasi ai linfonodi molto frequentemente e più tardivamente anche alle ossa, polmoni e ghiandole surrenali. Purtroppo la chirurgia radicale con la resezione è possibile solo nel 15-20% dei pazienti; il trapianto è effettuato raramente a causa delle metastasi precoci.

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!