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Interrogazione Parlamentare – Epatite C

NOVELLI, MUGNAI, PEDRAZZINI, BAGNASCO, BOND, BRAMBILLA e VERSACE. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che:

come ricordato da diversi quotidiani, il 2019 sarà l'ultimo anno nel quale i farmaci antivirali contro per l'epatite C conserveranno l'etichetta di farmaci «innovativi», e questo comporterà l'uscita dei farmaci anti epatite C dal fondo speciale. Scadono, infatti, dal prossimo 2020, i trentasei mesi per cui un farmaco è considerato innovativo e può essere inserito nel suddetto fondo;

uscendo dalla lista dei farmaci innovativi, i farmaci anti-HCV procureranno seri problemi di spesa per varie regioni, andando questi antivirali a gravare sulla spesa dei farmaci ordinari. Un costo che andrebbe tutto a carico della spesa diretta per i farmaci (sottoposta a payback) che già oggi sfora il tetto per quasi 2 miliardi di euro l'anno;

fino ad oggi sono stati trattati finora oltre 170 mila italiani, un terzo del totale, come ha ricordato la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige). E infatti, secondo una recente valutazione di Epac sarebbero tra i 270 e i 330 mila i pazienti ancora da trattare extra fondo per un totale variabile tra gli 855 milioni e 1,1 miliardi in 3 anni. Si ricorda che al momento il costo medio dei farmaci è valutabile intorno ai 4.500 euro a trattamento;

si ricorda altresì che il piano di eliminazione dell'epatite C che ha l'obiettivo di curare 80.000 pazienti/anno;

il presidente dell'Associazione Epac Onlus, Ivan Gardini, ha denunciato come l'uscita dal fondo speciale dei farmaci contro l'epatite C può rappresentare l'ennesima riprova che «c'è un disimpegno del Governo sull'eliminazione veloce dell'epatite C anche perché in questi mesi non ci sembra ci sia stata la volontà di prendere in carico la questione». E ancora: «l'uscita dei farmaci anti epatite C dal Fondo speciale comporta anche dei rischi notevoli. Si rischia di far morire le persone. E soprattutto a pagarne lo scotto saranno le categorie più deboli come i carcerati, i tossicodipendenti e gli anziani che bisogna intercettare»;

la cosa è ancora più grave, se si considera il 4 ottobre 2018, rispondendo all'interrogazione n. 5-00633 sui fondi per i farmaci innovativi, presentata dal primo firmatario del presente atto, il sottosegretario delegato dichiarava: «Lo scopo dei Fondi è, dunque, quello di garantire l'accesso alle cure ai pazienti affetti da così gravi patologie, permettendo loro di beneficiare dell'apporto di farmaci efficaci, anche se molto costosi, finalmente soggetti a rimborso grazie alle risorse finanziarie aggiuntive messe a disposizione delle Regioni (...). In futuro potranno essere intraprese ulteriori iniziative a favore dei pazienti affetti da Epatite C» –:

quali iniziative si intendano adottare per garantire che centinaia di migliaia di persone possano essere trattate con i farmaci anti-HCV, stante la loro uscita a fine anno dalla lista dei farmaci innovativi;

se non si ritenga necessario adottare iniziative per evitare che i suddetti farmaci antivirali, indispensabili per la cura dell'epatite C, vadano a gravare sulla spesa dei farmaci ordinari e, quindi, sulla spesa delle region
i.
(5-01493)

Fonte: camera.it

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