Sito Epatite C
Sito Epatite B
Sito Steatosi
Sito Cirrosi
Portale Epatite e malattie del fegato
Sito Tumori
Sito Trapianti
Nuovi Farmaci
Malattie autoimmuni

In ordine alla gestione degli indennizzi e risarcimento danni da emotrasfusioni di sangue

L’Associazione Epac-Onlus ha appreso da Quotidiano Sanità del 5 dicembre 2018 che il Ministero della Salute ha previsto nell’Atto di indirizzo 2019 la revisione della Legge n. 210/1992 che, come noto, prevede la corresponsione di un indennizzo in favore (tra gli altri) dei soggetti danneggiati da epatite virale a seguito del contagio da sangue o emoderivati infetti.

Ci si augura che l’impianto normativo non venga modificato a discapito di tutte quelle persone che hanno subito un grave danno alla salute ed alla sfera esistenziale, lavorativa e di relazione, convivendo per anni con una patologia infettiva che in molti casi ne ha causato il decesso.

Ricordiamo che il Ministero della Salute è stato riconosciuto responsabile per i danni causati da trasfusioni infette sin dalla fine degli anni Sessanta da più sentenze della Suprema Corte di Cassazione e che il numero dei soggetti titolari di indennizzo ai sensi della Legge n. 210/1992 diminuisce ogni anno, così come dimostrato dai dati forniti dalle Regioni in riferimento agli anni 2012, 2013 e 2014.

Ed invero, in base anche a quanto verificato dall’osservatorio di EpaC-Onlus, così come da altre Associazioni di tutela dei danneggiati, le nuove domande di indennizzo già da diversi anni sono prossime allo zero: infatti, la maggior parte delle istanze è stata presentata negli anni Novanta, quando scoppiò lo scandalo del sangue e degli emoderivati infetti.

Ci auguriamo che il Ministro della Salute e “la politica” dimostrino buon senso e facciano una sana riflessione in materia.

La redazione di EpaC Onlus


ATTO DI INDIRIZZO PER L’ANNO 2019
Pagina 33 – 34



In ordine alla gestione degli indennizzi e risarcimento danni da emotrasfusioni di sangue infetto e vaccini obbligatori si lavorerà a una revisione della legge 210/1992 e della legge 229/2005 relativa agli indennizzi in quanto il modificarsi delle conoscenze scientifiche e gli orientamenti giurisprudenziali in materia di danni da emotrasfusioni infette e da vaccini obbligatori rende consigliabile una revisione generale della normativa del settore.

In particolare, appare urgente considerare l’attualità dei requisiti sulla cui base sono stati riconosciuti i benefici di legge. Infatti, la messa a disposizione da parte del Ministero a carico della fiscalità generale di nuovi farmaci curativi dell’epatite C, consentendo la guarigione dei soggetti, supera il presupposto della permanenza della menomazione che costituisce il requisito fondamentale del riconoscimento dell’indennizzo.


Parimenti, l’evoluzione della farmacologia ha consentito anche la cura di patologie connesse alla
vaccinazione.

Ulteriore motivo che rende necessaria tale revisione generale risiede anche nell’esigenza di uniformare tale tipo di indennizzo a quelli erogati dallo Stato e aventi presupposti di solidarietà sociale.

Rientra in tale ambito anche una definizione certa della quantificazione degli importi, finora oggetto di un notevole e gravoso contenzioso, conseguente ad alcune lacune della disciplina vigente.

Nel 2019 il Ministero della salute sarà impegnato nell’implementare una reale condivisione informativa dei dati relativi agli indennizzi nonché la riattivazione di incontri di coordinamento Stato – Regioni per una riprogettazione del sistema informativo gestionale interno di questo Ministero. Ciò accompagnato da una riprogettazione e razionalizzazione dei processi interni con eliminazione di tutto il cartaceo e sola gestione digitale.

Ciò sarà possibile solo attraverso reperimento di risorse anche attraverso compensazione su capitoli già esistenti. Tale intervento è limitato nel tempo (2/3 anni) e ha costi sostenibili.

Infatti, con la delega delle funzioni statali in materia di indennizzo legge 210/92 alle Regioni, si è venuta a creare una parcellizzazione della gestione del medesimo indennizzo sul territorio nazionale che potrebbe essere prima mitigata e poi risolta attraverso la condivisione digitale delle informazioni.

L’obiettivo è di monitorare il fenomeno, omogeneizzare i criteri di riconoscimento e creare un corretto scambio informativo tra Ministero della Salute, della Difesa (Commissioni medico ospedaliere della sanità militare) e regioni si ritiene quindi fondamentale l’attivazione di corrette procedure di comunicazione anche attraverso la costituzione di una banca dati comune che consenta a tutti gli attori del processo di conoscere in tempo reale lo stato di tutti i procedimenti afferenti la materia.

Da ciò il Ministero potrebbe ricavare efficaci informazioni utili anche per la difesa in giudizio.
E’, altresì, auspicabile l’estensione della procedura dell’equa riparazione ex all’art. 27-bis, comma 1, del decreto legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114.

Infatti, sulla base della positiva esperienza di deflazione del contenzioso in materia di risarcimento del danno anche per gli aspetti connessi al contenzioso sovrannazionale innanzi alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), si potrebbe ipotizzare una estensione di una analoga soluzione anche per i contenziosi instaurati dopo il 1/1/2008.

Fonte: quotidianosanita.it

Vuoi ricevere aggiornamenti su questo argomento? Iscriviti alla Newsletter!

Quando invii il modulo, controlla la tua casella di posta elettronica per confermare l’iscrizione