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Gardini (Epac Onlus): “Da Governo disimpegno su epatite C. Rischiamo di far morire le persone. Ministro intervenga”

L’uscita dal fondo speciale dei farmaci contro l’epatite C può rappresentare l’ennesima riprova che “c’è un disimpegno del Governo sull’eliminazione veloce dell’epatite C anche perché in questi mesi non ci sembra ci sia stata la volontà di prendere in carico la questione. Le uniche parole del Ministro sono che i farmaci per l’epatite c sono troppi cari e nulla più”. È dura la posizione del presidente dell’Associazione Epac Onlus, Ivan Gardini sul fatto che dal prossimo anno i farmaci contro l’Hcv possano uscire dal fondo speciale.

“Tutto ciò fa – sottolinea Gardini - parte di una situazione che continuiamo a non capire anche dopo il saccheggiamento di 300 mln del fondo che non sono stati spesi. Tutte risorse che potevano essere riallocate, non solo per i farmaci, ma per tutte le altre esigenze per portare a compimento il piano per l’eradicazione dell’Oms che l’Italia ha sposato ma su cui non abbiamo ancora visto nulla di nero su bianco perché non esiste un vero e proprio piano per l’eradicazione”.

“Come facciamo – incalza Gardini - ad eliminare l’epatite se non vengono acquistati i test, se non vengono attivate iniziative per scovare i pazienti infetti ma inconsapevoli, per fare informazione sulla popolazione e aiutare i centri specializzati? Tutti fattori che farebbero andare più veloce il percorso di eradicazione con notevoli risparmi per lo Stato”.

“Non capiamo – prosegue - , visto che il M5S è da sempre un paladino dei risparmi, perché su questa vicenda fa tutto il contrario. C’è un disimpegno del Governo sull’eliminazione veloce dell’epatite C”.

E per Gardini l’uscita dei farmaci anti epatite C dal Fondo speciale comporta anche dei rischi notevoli. “Si rischia di far morire le persone. E soprattutto a pagarne lo scotto saranno le categorie più deboli come i carcerati, i tossicodipendenti e gli anziani che bisogna intercettare. E in ogni caso qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità e siamo pronti a rivolgerci alla magistratura”.

Gardini in ogni caso spera che il Governo e il Ministero della Salute adottino delle contromosse. “Ci auguriamo che qualcuno raccolga il nostro appello per istituire un microfondo solo per la presa in carico e cura dei malati di epatite C e per estendere l’innovatività. E, se si vuole, anche ridefinendo i criteri di ripartizione delle risorse”.

“Noi non vogliamo essere dei privilegiati – rimarca -, tuttavia questo è ambito particolare perché abbiamo dei farmaci che guariscono”.

Fonte: quotidianosanita.it

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