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Cinesi a lezione di tecniche mininvasive nella cura dei tumori

Delegazione di medici cinesi a lezione all'ospedale di Busto Arsizio.

Una ventina di specialisti e direttore generali di strutture sanitarie nel Paese asiatico hanno partecipato, mercoledì e giovedì, a un corso  organizzato dall'Unità Operativa di Radiologia diretta dal dott. Luigi Solbiati.Materia di studio è stata l'eliminazione dei tumori del fegato eseguita con tecniche mininvasive e con una metodica innovativa detta "image fusion", che combina le immagini dell'ecografia con quelle della TAC. In questo settore il reparto vanta la leadership mondiale della casistica con un numero di interventi effettuati dal 1995 a oggi che supera i 1.150.

Per la delegazione cinese, quindi, si è trattato di una full immersion che prevede una parte teorica e una pratica con l'esecuzione di quattro operazioni.

Il trattamento degli epatocarcinomi e delle metastasi epatiche con metodiche mini-invasive prevede l'asportazione delle formazioni tumorali con l'alcolizzazione e con la radiofrequenza invece che con la chirurgia tradizionale.

«A Busto - spiega il dottor Solbiati -, grazie al lavoro svolto dalla nostra equipe e al sostegno del direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Pietro Zoia, la Radiologia interventistica ha raggiunto ottimi livelli grazie anche al fatto che le applicazioni della diagnostica per immagini sono andate oltre. L'ospedale utilizza un'apparecchiatura che consente di combinare le immagini della TAC, eseguita prima dell'intervento, con quelle dell'Ecografia, eseguite invece in diretta. Si chiama "image fusion" ed è attualmente solo in poche altre realtà sanitarie italiane».

Per quanto riguarda le tecniche utilizzate, si tratta di due metodiche mirate che consentono di eliminare i tumori con diametro fino a 4-5 centimetri "in situ", cioè "bruciandoli" con microinfiltrazioni d'alcol o con l'energia della radiofrequenza che genera calore. La mano dello specialista in questi casi è "guidata" dall'ecografo, apparecchiatura che mostra in diretta le immagini del fegato e dei tumori da trattare consentendo di inserire con estrema precisione, attraverso la pelle e senza "tagli", gli aghi o le sonde che devono raggiungere l'organo aggredito.

«I risultati raggiunti - spiega il primario della Radiologia Luigi Solbiati - si inseriscono nel solco di una tradizione di lavoro nel campo dell'interventistica guidata dall'Ecografia che contraddistingue questa struttura sin dalla fine degli anni Settanta, periodo in cui si svilupparono a Busto le biopsie guidate dall'Ecografia, in collaborazione con l'allora Primario Anatomo-Patologo Prof. Carlo Ravetto, uno dei padri della citologia. Siamo stati i primi, ad esempio, nel 1985, a trattare le paratiroidi dei pazienti uremici con l'alcool.

Ora, il principale campo di applicazione dell'alcoolizzazione e della radiofrequenza - prosegue Solbiati - è proprio l'epatocarcinoma, un tumore la cui diffusione è in crescita. E' vero che la cura definitiva è solo il trapianto, ma questo si può eseguire solo nel 20% dei casi.

Il trattamento che eseguiamo a Busto è una valida soluzione alternativa, con minimi disagi per il paziente e costi sanitari contenuti. Fatto non trascurabile, ad esempio, per i pazienti epatopatici cronici con epatite C, che tendono a sviluppare nuovi noduli tumorali negli anni con elevatissima frequenza».

L'alcoolizzazione, infatti, è un intervento che si esegue in regime ambulatoriale, mentre l'intervento con la radiofrequenza si effettua in anestesia generale e con un paio di giorni di ricovero.


Giovedi 3 Aprile 2008
fonte: varesenews.it

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