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sirt tumore secondario fegato

nessun sintomo.
ho settanta anni, da sempre in buona salute, sportivo e in buona forma fisica. a giugno sono stato operato al colon-retto (adenocarcinoma) con ileo-stomia. il chirurgo suggerisce chemio riduttiva del tumore per successiva resezione chirurgica delle metastasi al fegato. a luglio, sulla base della documentazione inviata, sono giudicato candidabile alla sirt da fare a settembre. metastasi solo al fegato. fegato in buone condizioni, tumore totalmente a oggi asintomatico. tac e scintigrafia, evidenziano metastasi bilobari e multiple, ma soltanto al fegato. sirt non praticata, con proposta di partecipazione a sperimentazione sirtflox, nonostante due mesi di tempo perso aspettando il compimento dei tempi tecnici necessari (ferie del fornitore del materiale, ferie dell’ospedale,ecc.). successivamente pet e rm (ottobre-novembre) confermano metastasi soltanto al fegato. attualmente in chemioterapia, sopportata senza alcun inconveniente. nessuno mi ha spiegato perchè la sirt non andava praticata, anche perchè i tassi di risposta di chemio e sirt per tumori al fegato sembrano nettamente a favore di sirt. e perchè la sirt viene pubblicizzata ad alta voce su internet e poi contrastata a bassa voce nei reparti? la sirt può essere praticata dopo la chemio, se l'intervento chirurgico dovesse essere sconsigliato? grazie per l'attenzione.
Dott.ssaG.MaginiMedico Specialista in Medicina Interna Ospedali Riuniti Bergamo

non conoscendo la sua storia clinica mi è difficile dirle perchè è stato escluso dal trattamento. probabilmente per la distribuzione delle lesioni (se distribuite in entrambi i lobi vi è il rischio di danneggiare troppa parte del fegato sano con un trattamento diffuso). la sirt può essere praticata dopo la chemioterapia qualora le lesioni siano dimensionalmente ridotte. quanto ai pareri sulla sirt sconsiglio di consultare internet. solo chi ha seguito direttamente più pazienti trattati ha una opinione autorevole sui nuovi trattamenti. le consiglio di rivolgere i suoi dubbi ai clinici che la hanno in cura. è il necessario presupposto per il trattamento.

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