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Malattie autoimmuni

Strategie d’intervento e terapeutiche

La scelta del trattamento per il tumore del fegato (in particolare l’epatocarcinoma, HCC) non è uguale per tutti, ma viene definita caso per caso sulla base di diversi fattori.
I principali elementi che guidano la scelta sono:

  • le caratteristiche del tumore (dimensioni, numero di noduli, posizione);
  • le condizioni generali del paziente (età, stato di salute, eventuali altre malattie);
  • la funzione del fegato, spesso già compromessa da cirrosi o epatopatia cronica;
  • le competenze e tecnologie disponibili nel centro che prende in carico il paziente.

Sulla base di questa valutazione complessa e multidisciplinare, viene individuato il percorso terapeutico più adatto, che può includere chirurgia, trattamenti locali o terapie farmacologiche.

Chirurgia: resezione epatica

La resezione epatica consiste nell’asportazione della parte di fegato che contiene il tumore ed è considerata il trattamento di prima scelta quando la malattia è in fase iniziale.
Non tutti i pazienti sono candidabili: è necessario che il fegato conservi una buona funzionalità e che la cirrosi, se presente, sia in fase compensata.
L’intervento può essere eseguito con tecniche tradizionali o mini-invasive (laparoscopiche o robotiche) e, nella maggior parte dei casi selezionati, è ben tollerato. Un aspetto fondamentale è lasciare una quantità di fegato sufficiente a garantire una buona funzione dopo l’intervento.
La chirurgia non è indicata in presenza di grave insufficienza epatica, ipertensione portale significativa o malattia diffusa.

Terapie loco-regionali (trattamenti mirati sul tumore)

Quando la chirurgia non è possibile o come alternativa in casi selezionati, si possono utilizzare trattamenti che agiscono direttamente sul tumore.
TermoablazioneÈ una tecnica che distrugge il tumore attraverso il calore, generato da aghi inseriti nel fegato sotto guida radiologica. È particolarmente efficace per tumori piccoli e rappresenta un’opzione importante nei pazienti non operabili o in attesa di trapianto.
Ha il vantaggio di essere poco invasiva, ma la sua efficacia diminuisce con l’aumentare delle dimensioni del tumore.
Alcolizzazione percutanea Consiste nell’iniezione di alcool direttamente nel tumore, che provoca la distruzione delle cellule tumorali. È una tecnica più datata, oggi meno utilizzata rispetto alla termoablazione, ma ancora valida per noduli molto piccoli.
Chemioembolizzazione (TACE) È una procedura che blocca il flusso di sangue al tumore attraverso l’arteria epatica, associando spesso farmaci chemioterapici localizzati. In questo modo il tumore viene “affamato” e colpito direttamente dai farmaci.
È indicata soprattutto negli stadi intermedi, quando il tumore è presente in più noduli ma il fegato mantiene ancora una buona funzione.
Radioembolizzazione (TARE o SIRT) Simile alla TACE nella modalità di accesso, ma utilizza microsfere contenenti una sostanza radioattiva che colpisce selettivamente il tumore.
Permette di trattare la malattia in modo mirato, con un’azione locale di radioterapia interna e con un impatto limitato sui tessuti sani circostanti.

Terapie farmacologiche

Quando il tumore è in fase avanzata o non è trattabile con chirurgia o terapie locali, si ricorre a terapie sistemiche, cioè farmaci che agiscono su tutto l’organismo.
Negli ultimi anni, queste terapie hanno fatto importanti progressi grazie all’introduzione dell’immunoterapia, che stimola il sistema immunitario a riconoscere e combattere le cellule tumorali.
Le principali opzioni includono:

  • combinazioni di immunoterapia, oggi considerate il trattamento di prima scelta in molti pazienti;
  • farmaci a bersaglio molecolare (come gli inibitori delle tirosin-chinasi), utilizzati quando l’immunoterapia non è indicata o non è efficace.

La scelta del trattamento dipende sempre dalla funzione epatica e dalle condizioni generali del paziente.

Un approccio personalizzato Il trattamento del tumore del fegato richiede sempre una valutazione da parte di un team multidisciplinare (epatologi, oncologi, chirurghi, radiologi interventisti), con l’obiettivo di individuare la strategia più efficace e sicura per ogni singolo paziente.
Spesso le diverse terapie non sono alternative, ma possono essere combinate o utilizzate in sequenza, adattando il percorso terapeutico all’evoluzione della malattia.

In sintesiLe possibilità di trattamento del tumore del fegato sono oggi numerose e in continua evoluzione. La scelta dipende da molti fattori, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: controllare la malattia, preservare la funzione del fegato e migliorare la qualità e la durata della vita del paziente.

Questo progetto è stato realizzato grazie a un contributo incondizionato di

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